Il senso del progetto: la sua genesi

 

L’idea remota nasce nel 2003, in un incontro tra il  dirigente scolastico dell’ITAS Scalcerle, coadiuvato da due docenti,  e due presidi gallesi venuti a Padova: realizzare un lavoro di ricerca che esplori le cause e le modalità di flussi migratori, partiti tra Ottocento e Novecento da un’Italia arretrata, e diretti in Galles. L’idea è suggestiva e velocemente si allarga a comprendere altri flussi migratori, altre storie, altre aree europee: il progetto prende corpo (2004) coinvolgendo  nuovi partner, uno a Siviglia, l’altro a Berlino, aree queste in cui i flussi migratori presentano impronte diverse, legate a contesti, problematiche, condizioni storiche specifiche, seppure con alcuni comuni denominatori. Ecco quindi che ciascuna scuola si propone di attivare i propri studenti-ricercatori sulle tracce di viaggi e di esperienze di migranti in cui tratti comuni e tratti specifici, convergenze e divergenze si intrecciano…

I soggetti

Partecipano al progetto, nell’anno 2004/5, tre scuole d’Europa: la nostra, con un team di cinque docenti e undici ragazzi; l’Istituto ‘Alcaria’, La Puebla del Rio, Siviglia (Spagna) con un team di tre docenti ed un gruppo di sette studenti, e la ‘Lise Meitner Schule’ di Berlino (Germania), con un team di due docenti e dieci studenti; nell’anno 2005/2006 ottiene l’approvazione all’entrata nel progetto anche la scuola ‘Blaengwawr Comprehensive School’ di Aberdare (Galles, UK), con due docenti e due studentesse, e quindi il numero delle scuole partecipanti sale a quattro. La messa a punto del progetto, la delineazione dell’itinerario di ricerca, la verifica dei risultati, la definizione di metodi, attività e prodotti da predisporre sono oggetto di discussione e confronto dei meeting tra docenti che via via si snodano nelle città delle scuole coinvolte: su una base comune, ogni scuola costruisce un proprio percorso, che liberamente e creativamente esprima le specificità della storia del territorio  da un lato, e dall’altro interessi e scelte di docenti e studenti.

La programmazione a Padova

La nostra scuola ha puntato su tre obiettivi forti:

1. la metodologia della ricerca: studenti-esploratori, una volta sensibilizzati e motivati, indagano in prima persona, individualmente ed in gruppo, lungo direzioni di ricerca da loro stessi individuate e selezionate, all’interno di una serie di macro-contesti storici preliminarmente delineati attraverso una  mappatura di micro-contesti, eventi, problematiche, tendenze soprattutto di natura socio-economica. Undici studenti-esploratori, dunque undici percorsi di ricerca (1). Studenti-pionieri anche, perché durante la classe quarta superiore affrontano, anticipando i tempi,  segmenti di storia italiana che, di solito, si affrontano in quinta ed agganciano la storia all’attualità, attraverso l’esplorazione dei nuovi migranti, quelli che approdano oggi nell’Italia del benessere. Le tre docenti di Storia che hanno progettato questo tipo di lavoro svolgono, pertanto, soprattutto un ruolo di supporto: sensibilizzare, motivare, introdurre, inquadrare, suggerire spunti e angoli di visuale, fornire consulenze tematiche e metodologiche, verificare, ascoltare, assistere,  leggere, correggere…

2. la ‘peer education’: gli studenti-pionieri, proprio perché tali, utilizzano il loro lavoro di ricerca per trasmettere ai compagni, di classe e/o dell’intera scuola, quanto hanno scoperto. Di conseguenza lavorano per un duplice destinatario: un destinatario esterno, e cioè i loro partner europei, a cui presenteranno i risultati più interessanti delle ricerche di storia italiana, ricevendone il corrispettivo di storia tedesca, spagnola, gallese; un destinatario interno, e cioè studenti italiani della nostra scuola, fruitori del lavoro dei ‘pionieri’. E’ nostra convinzione che non solo per chi relaziona/presenta/racconta si tratti di un’occasione importante, altamente formativa e costruttivamente emozionante, ma anche per chi ascolta/assiste/impara si tratti di un’esperienza altrettanto formativa: al posto del tradizionale rapporto docente/studente, il rapporto studente/studente si carica di maggiore attrattiva, consente più agevolmente il passaggio di messaggi, sollecita interessi e curiosità. Per questo tipo di destinatario alla pari, gli studenti ricercatori predispongono un pacchetto di ‘lezioni di Storia’ sull’emigrazione italiana, da offrire principalmente, ma non solo, ai ragazzi delle ultime classi. In questo modo molti studenti della scuola possono beneficiare del lavoro di pochi, garantendo ad un progetto europeo, inevitabilmente selettivo, una positiva ricaduta.

3. La comunicazione linguistica: un progetto europeo implica, naturalmente, una lingua veicolare, vale a dire l’Inglese. E non solo per la comunicazione tra docenti europei, ma soprattutto perché ragazzi italiani, spagnoli, tedeschi ed inglesi possano conoscersi, trasmettersi esperienze e fare amicizia. I nostri studenti sono stati decisamente facilitati dal fatto di frequentare un indirizzo linguistico (Inglese, Tedesco, Spagnolo, per la maggioranza degli undici ragazzi): hanno potuto perciò utilizzare non solo l’Inglese, ma anche lo Spagnolo ed il Tedesco, in particolare nelle attività di accoglienza a Padova di studenti partner tedeschi, prima, spagnoli poi. La comunicazione diretta ha avuto il suo apice nel viaggio a Siviglia (marzo 2006), dove tutti i ragazzi europei si sono incontrati, ma ha avuto molte altre occasioni, come un forum per conoscersi ed alcune presentazioni in lingua di segmenti di ricerca nei meeting intermedi. La mostra itinerante, conclusiva del progetto, che ha attraversato l’Europa (2006/2007) portando nelle quattro città coinvolte quanto di meglio è stato prodotto dagli studenti ricercatori, ha rappresentato l’ultima intensa opportunità di comunicazione e condivisione di esperienze. Un modo efficace di educare alla convivenza ed alla tolleranza.

(1) Il gruppo iniziale contava dodici ragazzi dello stesso livello di età e di analogo indirizzo scolastico. Il ritiro di uno di loro è stata compensato, nella realizzazione del cd rom, dall’inserimento di un percorso di ricerca effettuato da una studentessa  esterna al gruppo.

Itinerario a Padova

Queste in sintesi le tappe del percorso dal momento dell’entrata in scena degli studenti ‘pionieri:

è1. ottobre 2004: viene formato un gruppo trasversale (ragazze/i di tre quarte dell’indirizzo linguistico) attraverso l’adesione volontaria degli studenti che decidono di partecipare. Risulta quindi determinante la motivazione di ciascuno. Per rafforzarla e darle una certa ufficialità viene stipulato un contratto sottoscritto da ogni studente e dal Dirigente scolastico, con un vicendevole ‘dare ed avere’. I ragazzi pertanto sono fin dall’inizio consapevoli di dover affrontare un impegnativo lavoro di ricerca in orario extrascolastico (un pomeriggio per settimana per tutto l’anno scolastico, ma anche di più nei momenti cruciali; una consistente prosecuzione nell’anno successivo) e di dover produrre sostanziosi prodotti, ottenendone in cambio esperienze di scambio con i partner europei, un viaggio collettivo (a Siviglia) e un gratificante riconoscimento nella valutazione di Storia.

è2. ottobre 2004: per gettare le prime basi metodologiche, si svolge una lezione propedeutica sulla metodologia della ricerca. Per garantire poi omogeneità al lavoro, si concorda nel fare del gruppo il vero centro motore: ogni attività, ogni proposta viene vagliata dal gruppo settimanalmente e verbalizzata, attraverso cioè una modalità che assicuri trasparenza e condivisione.

è3. novembre 2004: concreto punto di partenza è la proiezione del film ‘Pane e cioccolata’ di Brusati (1973) sull’emigrazione italiana nel secondo dopoguerra, per riscaldare, sensibilizzare il gruppo e far emergere, con un brain storming collettivo, le problematiche dei migranti.

è4. novembre 2004/febbraio 2005: le tre docenti di Storia delineano attraverso una serie di lezioni modulari tre macro-contesti della storia italiana tra Ottocento e Novecento, disposti in successione cronologica. Saranno i grandi contenitori delle ricerche degli studenti: forniscono loro le coordinate temporali, le linee di sviluppo, le questioni nodali.

è5. febbraio 2005: il gruppo è pronto per individuare direzioni di indagini specialistiche ed effettuare scelte. Dalla discussione collettiva si delineano tre ambiti di ricerca:

Ogni ambito è esplorato da un gruppo (4+3+4); ogni gruppo si suddivide in più specifici settori di ricerca, attraverso un lavoro individuale che deve confluire in un’attività collettiva, di cucitura e assemblaggio. Un puzzle a cerchi concentrici: dal gruppo intero, a tre sottogruppi, a undici percorsi individuali.

è6. febbraio/aprile 2005: gruppi e singoli ricercatori lavorano all’interno di un laboratorio di storia che ha nella biblioteca dell’Istituto il suo punto di raccolta. Il percorso di ricerca si sviluppa attraverso quattro fasi: documentazione/consultazione di fonti/raccolta di dati; stesura di una mappa concettuale, a cura di ciascuno studente, che delinei l’itinerario di ogni singola ricerca; elaborazione di un testo word; scelta di supporti visivi (grafici, fotografie, cartine storico-geografiche, immagini pittoriche…) e sonori (canzoni, spezzoni cinematografici) a corredo del testo.

è7. da febbraio 2005 parte anche un gruppo-video, formato da otto degli undici ragazzi. Sotto la guida di un regista, ex allievo della nostra scuola e giovane professionista nel settore audio-visivi, predispongono un video polifunzionale: dovrà

è8. aprile 2005: arrivo a Padova di nove studenti berlinesi della ‘Lise Meitner Schule’, accompagnati dai due docenti che partecipano al progetto, per uno scambio di esperienze. Cinque giorni per conoscersi, ospitare, fare amicizia, presentarsi reciprocamente il lavoro di ricerca, festeggiare, visitare Venezia e Padova…

è9. maggio/giugno 2005: trasformazione del materiale cartaceo di ricerca in materiale multimediale, attraverso un paziente lavoro di revisione che impegna gli studenti-autori e le docenti-consulenti. Si avvia la costruzione del CD Rom, progettata e realizzata dal docente di Informatica che segue questo specifico ambito del progetto.

è10. luglio/settembre 2005: cinque degli undici studenti effettuano uno stage di lavoro in tre delle città partner, Berlino (2), Siviglia (2), Aberdare (1) per due/ tre settimane, esperienza significativa soprattutto per la sua valenza linguistica.

è11. settembre2005/maggio 2006: assemblaggio del cd rom, attraverso un lungo lavoro di definizione, precisazione, limatura.

è12. gennaio 2006: per sensibilizzare gli studenti della scuola alle problematiche dell’emigrazione italiana, e prepararli così alla successiva‘peer education’, viene tenuta dal prof. Emilio Franzina una conferenza/spettacolo in auditorium. Nell’inedita veste di cantastorie, con chitarra e fisarmonica, uno dei maggiori esperti di flussi migratori nella storia d’Italia tra Ottocento e Novecento accende interessi e curiosità in una platea di duecentocinquanta studenti.

dei flussi migratori, quelli storici dell’emigrazione italiana e quelli contemporanei dei nuovi immigrati

è13. gennaio/febbraio 2006: vengono realizzate le ‘lezioni di Storia’. I ‘pionieri’ hanno preventivamente selezionato, all’interno dei percorsi di ricerca individuali e di gruppo, i materiali più significativi, predisponendo 2+2+2 ore di lezioni fatte da studenti a studenti, suddivise in tre mattinate in auditorium. Non relazionano soltanto, ma recitano, ballano, proiettano spezzoni cinematografici, fanno ascoltare (e cantare) le canzoni dei migranti, illustrano fotografie d’epoca e immagini pittoriche, e realizzano così un ‘quadro’ complesso e suggestivo dei flussi migratori, quelli storici dell’emigrazione italiana e quelli contemporanei dei nuovi immigrati.

è14. febbraio 2006: arrivo a Padova degli studenti spagnoli (5) e dei loro tre docenti, per un nuovo scambio di esperienze, nuova occasione di ospitalità, amicizia,  confronto, escursioni, convivialità.

è15. marzo 2006: viaggio a Siviglia degli undici ‘pionieri’ e tre docenti del team. Le quattro scuole del progetto, studenti e docenti di quattro nazionalità hanno l’opportunità di incontrarsi e mettere a confronto tutto il lavoro svolto. I nostri ragazzi hanno predisposto una relazione creativa, tra gioco e spettacolo, in tre lingue diverse, con cui interagire con i partner europei e trasmettere loro sotto forma di puzzle (parole, musica, immagini, danza) frammenti di storia italiana, memorie di migranti.

è16. settembre 2006/giugno 2007 una mostra itinerante composta di storie italiane, gallesi, tedesche e spagnole, selezionate e confezionate per un più ampio pubblico, gira l’Europa, toccando le quattro città del progetto.

 

Percorso linguistico:

le attività in lingua non hanno seguito un percorso strutturato come quello della ricerca storica, ma sono state realizzate  ad integrazione dei vari momenti progettuali ed in funzione trasversale, soprattutto in vista degli  incontri internazionali con gli studenti che hanno utilizzato, nella maggior parte dei casi, l’inglese come lingua veicolare. Di seguito si elencano le attività sviluppate:

 → Dicembre 2004 Scambio  e-mail tra gli studenti  di Padova, Berlino e Siviglia. Obiettivo dell’attività  imparare a conoscersi, partendo  dallo scambio di informazioni  personali (hobbies, scuola, interessi etc.) in vista dei futuri incontri di progetto.

Ruolo dell’insegnante/i: Organizzatore (Ciascun insegnante  recupera gli indirizzi e-mail del gruppo  e li invia ai  colleghi  europei che, a loro volta li distribuiranno ai propri studenti) e consulente linguistico;

Gennaio   2005 I messaggi e-mail diventano testi più complessi…  Si comincia a pensare alla stesura di  testi più complessi  che riproducano in Inglese i contenuti  della ricerca.

Febbraio  2006  Il gruppo  di Padova lavora con il gruppo di Siviglia in momenti  di socializzazione in Inglese attraverso  attività ludiche e creative.  Per molti di loro questo è il primo incontro.

Ruolo dell’insegnante/i: animatore dell’incontro e delle  attività in lingua.

Marzo 2006, in vista dell’incontro conclusivo  dei ragazzi , a Siviglia, si comincia a lavorare su un’ ipotesi di presentazione in lingua  dei materiali  elaborati .

Gli studenti scrivono una breve relazione sui risultati della loro ricerca sui flussi migratori che utilizzeranno per l’esposizione ai partner europei. I materiali  vengono elaborati tutti in Inglese, prima lingua veicolare del progetto, ma anche in Spagnolo e Tedesco, in base alle competenze comunicative dei singoli relatori e ai   materiali da presentare.

Ruolo dell’insegnante/i consulente linguistico, supporto organizzativo.

Settembre 2006/Giugno 07.  Il terzo anno di attività  del progetto è  incentrato  sull’organizzazione della mostra itinerante. Le attività linguistiche si sviluppano  su due canali  principali:

-La  scrittura:  con ideazione e stesura di schede informative da accompagnare ai materiali esposti. 

-Il parlato: con  attività di mediazione ed interpretariato, di scambio  informazioni, di gestione in generale dei rapporti con i partners e i visitatori. Importante  il ruolo  degli studenti nell’allestimento  della mostra nei vari paesi, dove saranno chiamati ad introdurre  i materiali in esposizione  ai propri  colleghi europei e ad eventuali  visitatori. Gli studenti  del nuovo staff (il gruppo dei pionieri termina quest’anno il  corso di studi)  saranno selezionati  principalmente sulla base della competenza comunicativa che hanno sviluppato  e della capacità di  interagire e rapportarsi con gli altri.

Ruolo dell’insegnante/i consulente linguistico, supporto organizzativo, regista delle attività comunicative.

In sintesi  riassumiamo le attività  linguistiche  previste nel progetto:

•Racconti sull’emigrazione/immigrazione

•Lettura e analisi  di fonti in lingua straniera

•Creazione e scambio  materiali di studio

•Creazione e stesura di schede informative

•Trascrizione di interviste, commenti  di  video e materiali

•Presentazione degli  esiti della ricerca, in incontri di progetto

•Attività di  mediazione ed interpretariato  nella mostra itinerante

•Conversazioni informali  in lingua

 

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